A proposito di elezioni e della nuova giunta di Marco Doria
E’ passato un mese dal ballottaggio che ha visto Marco Doria eletto sindaco della nostra città. La nostra partecipazione alle elezioni comunali non ha avuto un grande successo, ma era nell’ordine delle cose che finisse come è finita. Noi non abbiamo mai pensato di riuscire a far entrare in Consiglio Comunale il nostro candidato, Sergio Guerrieri, ma siamo soddisfatti per aver dato inizio ad una nuova era di fare politica, che rompa definitivamente con l’elettoralismo delle forze revisioniste e abbiamo dimostrato, anche a livello di lista, che esiste la possibilità di costruire, assieme ad altre formazioni comuniste, ad un fronte popolare che vada a coprire quel vuoto che c’è con la totale assenza di un vero partito comunista, che sappia rendere protagonista i lavoratori e le classi subalterne di una nuova stagione di lotte per riconquistare ciò che l’attuale borghesia imperialista al governo sta quotidianamente smantellando. Le elezioni sono passate e hanno confermato grosso modo le previsioni della vigilia: l’astensionismo sé stato alto, Marco Doria è stato stato eletto sindaco e il movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha ottenuto un buon risultato, testimoniando la voglia dei cittadini di essere partecipi in prima persona sulle decisioni che riguardano la propria città e i propri quartieri. Vi proponiamo di seguito l’intervento del nostro candidato, Sergio Guerrieri, che tira le somme sulla nostra partecipazione alle elezioni. Di seguito troverete alcuni interventi sulle prime uscite della Nuova Giunta, che dimostrano quanto avevamo ragione sia noi che i compagni che hanno dato vita alla lista che sosteneva il compagno Roberto Delogu, circa la poca affidabilità della coalizione di Marco Doria sul rappresentare realmente quel mondo dei lavoratori, casalinghe, studenti e pensionati, che saranno ancora una volta i più colpiti dai provvedimenti della nuova giunta, non diversa politicamente dalle giunte precedenti che hanno amministrato (male) questa nostra martoriata città, che mostra ancor oggi nel levante cittadino i segni della disastrosa alluvione del Novembre scorso.
Di seguito commenti e considerazioni che riteniamo utili per chiarire ulteriormente le nostre posizioni e stimolare il dibattito sul futuro della politica e della nostra città.
Un commento del compagno Sergio Guerrieri, candidato nella lista del Partito Comunista – Delogu Sindaco.
Tralascio
ogni commento sulle elezioni comunali genovesi e sul loro risultato, già superanalizzari
dalla stampa borghese, per soffermarmi su ciò che riguarda la lista Comunisti
Italiani DELOGU della quale ho fatto parte come candidato consigliere per il
nostro circolo.
Il risultato, appare, dal punto di vista dei voti ottenuti, limitato, con
qualche dato interessante in alcuni quartieri, come Pra, Certosa, Rivarolo,
Marassi e San Fruttuoso, ma tuttavia ritengo che chi ci ha dato la preferenza
rappresenti uno zoccolo duro di militanti che si sono riconosciuti nel
programma della lista e che non hanno ancora ammainato la bandiera del
comunismo.
Soprattutto è importante che dopo 15 anni sia ricomparso il simbolo del Partito
Comunista col quale in occasione della campagna elettorale abbiamo fatto una
propaganda capillare tra i lavoratori che ci darà senz'altro risultati in
futuro.
La nostra lista si è contrapposta anche alla cosidetta sinistra radicale
intruppata sotto la candidatura Doria, che abbandonando definitivamente gli
ideali comunisti continua la ricerca, spesso vana, di poltrone o poltroncine a
palazzo Tursi.
Non avevamo illusioni elettoralistiche.
Continueremo la battaglia, come Circolo culturale proletario di Genova per la
costruzione di un partito comunista marxista leninista insieme alle realtà
locali come il partito comunista sinistra popolare.
La mia presenza di compagno ottantenne nella lista accanto a compagni
diciottenni doveva rappresentare anche il passaggio del testimone generazionale
in questa lunga marcia, per il raggiungimento di tale obiettivo.
9 Giugno 2012 Sergio Guerrieri
PUNTI DI VISTA
LA SOCIETÀ CIVILE NON E’
MIGLIORE DELLA POLITICA
ROBERTO DELOGU
E' da pochi giorni stata varata la nuova giunta comunale che in perfetta tendenza con il dilagare dell'anti politica, è quasi interamente formata da persone che provengono dalla tanto invocata cosietà civile, cioè dalla borghesia della sinistra radical chic che da tempo ha in mano il potere della città (cosa si intende per società civile, esiste anhe quella incivile? Forse gli incivili sono coloro che vanno controcorrente, rifiutando di sostenere un centro sinistra prmai morto?). Intanto c'è chi si è affrettato a intonare il peana dei tecnici svincolati dalla politica della giunta Doria. Prima domanda: i voti dei cittadini a chi sono andati, ai tecnici o ai partiti? E poi: negli ultimi vent'anni abbiamo avuto modo di verificare l'operato dei tecnici, forse l'Italia ne ha avuto benefici? Non direi proprio! L'ultima genialata è stata l'aver aumentato la benzina per aiutare gli emiliani colpiti dal terremoto, salvo poi spendere svariati milioni di euro per l'inutile parata militare del 2 giugno. Eppure nel lontano 1976, quando il Friuli fu devastato dal sisma, Forlani - che certo non era comunista - ebbe il coraggio di sospendere i festeggiamenti per la festa della Repubblica. E che dire del massacro dei diritti sociali, ogni giorno violentati da questo Governo tecnico con il sostegno edl Partito Demoscratico, che di sinistra non ha più neppure la parte del corpo?
Tornando alla neonata giunta comunale, l'assessore allo Sviluppo economico Francesco Oddone, persona sconosciuta ai più, ha collezionato incarihi di tipo politico nella pubblica amministrazione. Invece Isabella Lanzone, assessore al Personale, oltre ad essere al centro di una polemica legata al doppio incarico di dirigente Asl, dichiara di voler tenere strette le due poltrone. Legittimo, ma politicamente scorretto. Instanto si vanta di non aver votato, ma non disdegna l'incarico ottenuto grazie a chi i voti li ha cercati. Non contenta "scivola" su una casa. Allora non è un solo vizio dei politici? Insomma niente di nuovo sotto la Lanterna. Unica nota positiva è che oltre la metà degli assessorati sono stati affidati a donne, così le associazioni femminili applaudono felici. Ma l'ultimo sindaco non era una donna? Alle primarie non c'erano due donne candidate? Alla faccia delle contraddizioni!
Noi comunisti crediamo che per governare una città, così come una nazione, occorrano testa, cuore e umiltà. Perché nessun operaio, nessun disoccupato e stato chiamato da Doria? Perché tra queste persone della non/politica non ce ne è nemmeno una a rappresentare chi lotta con i denti per difendere i suoi diritti, calpestati in questi anni da tutti i Governi? In tal caso le istituzioni sarebbero state un po’ più vicine al popolo: un rappresentante della società incivile ci penserebbe due volte prima di aumentare i bus e di far pagare ai cittadini i costi delle calamità naturali. Per queste persone noi comunisti esistiamo ancora, per loro abbiamo ancora voglia di fare politica, una politica lontana dai centri di potere.
ROBERTO DELOGU è segretario regionale CSP - Partito Comunista
Elezioni e progetti, la visione di Rizzo
Tra i tanti esponenti politici di spicco che sono scesi a Genova, alla vigilia del primo turno di questa tornata elettorale amministrativa, ha trovato posto anche il torinese, segretario nazionale di Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista, Marco Rizzo .
Nel corso della sua visita di venerdi venti aprile, durante un iniziativa tenutasi presso il Circolo taxisti genovesi di corso Aurelio Saffi 25r , l’ex europarlamentare – a domanda di uno dei convenuti che chiedeva il suo parere su quello che al momento è il vero fenomeno nuovo della politica italiana, il Movimento Cinque Stelle - rispondeva che “si tratta di un fenomeno transitorio, che durerà cinque anni. Appena gli eletti capiscono come funziona la politica istituzionale, si aggregheranno al resto dei partiti borghesi, facendo così scomparire la loro peculiarità che è la chiave del successo delle liste grilline”.
Martedì cinque giugno si insedia ufficialmente il nuovo Consiglio comunale del capoluogo ligure: la nutrita pattuglia di consiglieri del Movimento Cinque Stelle - composta dall’ex candidato sindaco Paolo Putti , Andrea Boccaccio, Emanuele Burlando, Stefano De Pietro e Mauro Muscarà – si posiziona al centro dell’emiciclo, accanto ai tre rappresentanti dell’Italia dei Valori.
La prima dichiarazione politica di Putti è il segno che Marco Rizzo aveva visto giusto: “la nostra priorità è opporsi a Gassificatore e Gronda”, aggerma il capodelegazione; alla prima occasione si sono già scordati del Terzo Valico ferroviario dei Giovi, alla faccia della memoria corta.
STEFANO GHIO – PROLETARI COMUNISTI GENOVA
La Destra e Comunisti
«Il sindaco sbaglia»
Anche sul fronte politico, non mancano reazioni polemiche all'Imu, anche come disegnato dal Comune di Genova. Nella nostra città, un pò paradossalmente, si ritrovano sulla stessa posizione partiti come La Destra e il Partito Comunista. «Non contenti di aver aumentato le addizionali Irpef, stanno completando il massacro sociale con il varo della manovra sull'Imu - dichiara il segretario regionale del Partito Comunista Roberto Delogu - Ciò conferma quanto avevamo già detto: Sel, Federazione della Sinistra e Italia dei Valori, che a Roma criticano le stangate del Governo, a Genova sostengono quelle del sindaco e della sua giunta. E non si venga a dire che l'aumento della pressione fiscale è necessario per poter erogare i servizi. Perché non si provvede invece ad evitare gli sprechi? Penso, ad esempio, a tutte le inutili consulenze prorogate e ai dirìgenti certamente ben pagati, a fronte (tra l'altro) degli stipendi degli altri dipendenti».
Non si discosta di molto il pensiero di Francesco Gandolfi, responsabile dei giovani de La Destra: «II nuovo sindaco di Genova, come prima mossa, ha deciso di aumentare l'Imu giustificandosi con la salvezza dei servizi del Comune - dice - II problema è che le tasche degli italiani non ne possono più. Amministrazione comunale significa servizio al cittadino, come disse lo stesso Doria al passaggio di consegne con Vincenzi, ma ci sembra che abbia già cambiato idea».
Roberto Delogu